17 Aprile 2024
Un altro passo verso un sogno...
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LEGNANO – Un altro passo verso un sogno. Per gli storici dell’economia, per chi ha lavorato nelle tante fabbriche della zona e vissuto di esse, per tutti i legnanesi attenti al passato e all’evoluzione della città. È il museo virtuale presentato oggi, mercoledì 26 aprile, a Villa Jucker (nella foto sotto) che raccoglie le testimonianze storiche di Legnano con particolare riferimento agli ultimi due secoli in cui la città si è trasformata da borgo agricolo a città industriale di prima grandezza.

L’iniziativa è dell’Apil-Associazione periti industriali e laureati di Legnano e rientra nel percorso intrapreso con la raccolta di macchine, fotografie e documenti ad opera dell’associazione Ttsll-Testimonianze tecnico storiche del lavoro legnanese. Punto d’arrivo agognato: un museo materiale, oggetto di visite “fisiche” e non on line, per cui però al momento non esistono progettualità né risorse.

Base per una esposizione materiale

«Questo museo – ha tenuto a sottolineare il sindaco Radice – è un altro tassello per la città della memoria perseguita dalla nostra amministrazione. Legnano ha radici che risalgono a vicende storiche, dalla Battaglia all’industrializzazione, ed è molto importante costruire spazi anche virtuali che siano un punto di raccolta di informazioni e di memoria. Uno dei genius loci di Legnano è l’industria: non possiamo dimenticare che cosa è stata e i giganti che l’hanno creata, oltre agli aspetti sociali legati alla vita dentro e intorno alle fabbriche. È un punto di partenza, davvero importante, non di arrivo: l’augurio è che da questa vetrina sulla storia si possa muovere un passo anche della città del futuro, che dipenderà dalla nostra capacità di capire e valorizzare il nostro passato».

Presenti all’“accensione” del museo sul web anche il presidente di Apil, Paolo Heiniger, il vice Aurelio Caironi e, in rappresentanza della Famiglia Legnanese, il consigliere Piermarco Locati. «Abbiamo bisogno di questo museo – ha detto Caironi – perché rimanga memoria dei legnanesi e di quanti arrivati da fuori hanno costruito la città che vediamo oggi». Ai consiglieri di Apil Gaetano Lomazzi e Alberto Bonesi il compito di illustrarne i contenuti provvisori, messi on line grazie alla partecipazione a un bando del Comune per le associazioni.

«Non un mausoleo, ma una bacheca dinamica»

La parte propedeutica del museo contiene un lungo excursus storico dalla preistoria all’Ottocento, passando per l’epoca romana e il Medioevo. Poi, la svolta: se nel 1861 Legnano era un misero borgo contadino di 6.500 abitanti infestato dalla pellagra, nell’arco di pochi decenni si sviluppò con fabbriche che per un secolo diedero lavoro a migliaia di operai ed esportarono la loro produzione ai quattro angoli del globo. Tutto cominciò con l’ordine dei frati Umiliati, che dal Duecento al Cinquecento diffusero nelle case degli abitanti l’uso dei telai, base delle tessiture moderne. Altra presenza produttiva importante per secoli furono i mulini lungo l’Olona (nel 1772 se ne contavano 12 nel solo territorio legnanese). La costruzione della strada del Sempione voluta da Napoleone aprì i collegamenti da Milano all’Europa passando proprio da Legnano, che si riempì di fonderie e industrie tessili e meccaniche anche di enormi dimensioni soprattutto grazie alla presenza di vasta manodopera a buon mercato e ai collegamenti.

Le “sale” del museo virtuale (da cui sono tratte le immagini in questa pagina) sono aperte ai contributi di enti, associazioni e cittadini che vogliono mettere a disposizione materiali in maniera totalmente gratuita. Nelle intenzioni dei promotori, si tratta di «un museo, non un mausoleo, qualcosa di dinamico che conta sulla partecipazione, da Confindustria ai singoli titolari di imprese, anche di piccole dimensioni».

Ai testi, alle schede e alle immagini, anche rare, già contenute delle fabbriche e dei loro prodotti potranno così aggiungersi molte altre fonti documentarie (con lo sguardo spinto fino alla Legnano post industriale) in quella che Radice ha definito «una sorta di bacheca virtuale, che si integrerà con il museo interattivo dei bambini in via Pontida facendo leva sull’Olona, in quanto motore che ha spinto l’industrializzazione. Intorno a questo potranno essere collocati elementi fisici dell’industrializzazione legnanese in attesa di trovare uno spazio adeguato per darvi visibilità, magari in una delle aree oggetto di attenzione anche politica, a partire dall’ex Manifattura».

Fonte: Malpensa24