Il Perito Industriale

Cenni storici del titolo di perito industriale

Alla fine del secolo scorso, dopo la formazione dell’Italia in una organica unità politica, col progredire delle scoperte e degli studi volti a fornire beni di consumo e servizi per le necessità della collettività, ha avuto luogo l’evoluzione dell’attività artigianale, sino allora sufficiente, e la sua trasformazione in attività industriale. II passaggio dall’artigianato all’industria poneva in primo piano il problema della preparazione degli uomini che di queste industrie fossero i centri nervosi di coordinamento e di comando.   Ed ecco sorgere a poco a poco, prima per iniziativa di uomini lungimiranti e di munifici benefattori, poi ad iniziativa dello Stato, i primi Istituti Industriali con lo scopo di preparare professionalmente i tecnici occorrenti all’industria.  I diplomati di codesti primi Istituti apportarono alle Aziende Industriali, dalle quali erano contesi ed ove conseguirono in genere posizioni di primissimo piano, il contributo di una nuova preparazione specifica adeguata alle necessità e contribuirono,   colla loro tenace applicazione, al progresso industriale.   Nacque poi all’inizio del 1900, per i diplomati da codesti Istituti il titolo di “Perito Industriale”. Il titolo e la professione vennero infine codificati col R.D. dell’11 febbraio 1929, n. 275, “Regolamento per la professione del Perito Industriale” che all’articolo 16 dice: “Spettano ai Periti Industriali, per ciascuno nei limiti delle rispettive specialità di meccanico, elettrotecnico, edile, tessile, chimico, minerario, navale ed altre analoghe, le funzioni esecutive per i lavori alle medesime inerenti.
  Possono inoltre essere adempiute:   a) dai Periti Industriali di qualsiasi specializzazione, per ciascuno entro i limiti delle medesime, mansioni direttive nel funzionamento industriale delle aziende pertinenti alle specialità stesse;   b) dai Periti Edili anche la progettazione di modeste costruzioni civili, senza pregiudizio di quanto è disposto da speciali norme legislative, nonchè la misura, contabilità e liquidazione dei lavori di costruzione;   c) dai Periti Navali anche la progettazione e direzione di quelle costruzioni navali alle quali sono abilitati dal titolo in base a cui conseguirono la iscrizione nell’Albo dei Periti;   d) dai Periti meccanici, elettrotecnici ed affini, la progettazione, la direzione l’estimo delle costruzioni di quelle semplici macchine ed installazioni meccaniche ed elettriche, le quali non richiedono la conoscenza del calcolo infinitesimale”.
  II numero degli Istituti Tecnici Industriali seguitò ad aumentare come pure quello delle specializzazioni, seguendo i bisogni e le necessità dell’industria.   Attualmente dopo oltre 70 anni esistono in Italia 350 Istituti Tecnici Industriali con 29 specializzazioni, i quali ogni anno diplomano circa 30.000 Periti Industriali.

Le specializzazioni sono le seguenti:
  1 Arti Fotografiche   2 Arti Grafiche   3 Chimica Conciaria   4 Chimica Industriale   5 Chimica Nucleare   6 Costr. Aeronautiche   7 Cronometria   8 Disegno di Tessuti   9 Edilizia   10 Elettron. Industriale   11 Elettrotecnica   12 Energia Nucleare   13 Fisica Industriale   14 Ind. Alimentari   15 Ind. Cartaria   16 Ind. Cerealicole   17 Ind. Metalmeccanica   18 Ind. Mineraria   19 Ind. Navalmeccanica   20 Ind. Ottica   21 Ind. Tessile   22 Ind. Tintoria   23 Informatica   24 Maglieria   25 Materie Plastiche   26 Meccanica   27 Meccanica di Precis.   28 Metallurgia   29 Telecomunicazioni   30 Termotecnic